Pittore, poeta e spirito ribelle, Salvator Rosa incarna nel Seicento una figura di artista inquieto e anticonvenzionale. Le sue opere esaltano il sublime, il fantastico e il perturbante, aprendo nuovi orizzonti all’espressione individuale.
In parallelo, la musica del Seicento conosce una stagione di sperimentazioni: effetti sorprendenti, ardimenti armonici, contrasti improvvisi e una retorica degli affetti che mira a stupire l’ascoltatore. Nel dialogo tra organo e violino, queste audacie sonore trovano un ideale corrispettivo nella genialità visionaria di Salvator Rosa, presentata da Paola Salzano.
PROGRAMMA
A. Bertali (1605-1669)
Ciaccona
D. Castello (1602-1631)
Sonata seconda
M. Uccellini (1603-1680)
Bergamasca
T. Merula (1595-1665)
Canzone quinta
G. B. Fontana (1589-1630)
Sonata seconda
G. Frescobaldi (1583-1643)
Toccata decima (dal Secondo Libro di Toccate)
C. Monteverdi (1567-1643)
dalla Selva morale et spirituale
Jubilet*
dal Vespro della Beata Vergine
Duo Seraphim*
*Versione per violino e organo di S. Molardi e G. A. Guerra
Gian Andrea Guerra, violino barocco
Stefano Molardi, organo